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Meta crea azioni senza voto per pagare 145 miliardi di AI

Meta ha approvato il 21 ottobre 2026 una nuova classe di azioni Class C senza diritto di voto, efficace dal 19 gennaio 2027, per finanziare la corsa all’AI.

Francesco Giuliani

di Francesco Giuliani

Fondatore e direttore editoriale de Il Modello

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Meta crea azioni senza voto per pagare 145 miliardi di AI

Meta ha scelto la strada più delicata per finanziare la sua offensiva nell’intelligenza artificiale: creare una nuova classe di azioni quotate, senza diritto di voto, che potrà usare per raccogliere capitale, pagare dipendenti e concludere acquisizioni senza intaccare l’assetto di controllo di Mark Zuckerberg. La società lo ha comunicato il 21 ottobre 2026 insieme ai risultati del terzo trimestre, confermando quanto riportato dalla fonte iniziale, The Verge: la nuova struttura azionaria è pensata per sostenere una spesa AI ormai arrivata a dimensioni da infrastruttura nazionale.

Il veicolo sarà una nuova Class C common stock pubblicamente quotata e senza voto. Secondo il comunicato ufficiale sui risultati trimestrali, l’obiettivo è dare a Meta maggiore flessibilità finanziaria mentre compete nell’AI contro OpenAI, Anthropic, Google e gli altri hyperscaler. In una frase destinata agli investitori, Zuckerberg ha scritto che gli investimenti «stanno dando risultati», citando il lancio di Muse e Muse Wonder, definito dall’azienda il suo primo modello di frontiera.

Come funzioneranno le nuove azioni senza voto

La sequenza societaria è già fissata nei documenti depositati alla SEC. Il board di Meta Platforms ha approvato la ricapitalizzazione il 19 ottobre 2026, su raccomandazione unanime di un comitato speciale composto da amministratori indipendenti e disinteressati; il 20 ottobre 2026 è arrivato il consenso scritto degli azionisti con la maggioranza del potere di voto. La modifica dello statuto del Delaware dovrà diventare efficace il 19 gennaio 2027, come indicato nel Form 8-K depositato alla SEC.

Il meccanismo previsto è un dividendo azionario una tantum: per ogni azione Class A e Class B esistente verrà assegnata una nuova azione Class C. In pratica, per gli azionisti assomiglia a uno stock split due per uno sul piano economico, ma non su quello politico: le nuove azioni non aggiungono voti. La preliminary information statement chiarisce anche che Meta ha firmato un Founder Alignment Agreement con Zuckerberg, riguardante le vendite delle Class C che riceverà, la sua permanenza in azienda e le condizioni per eventuali futuri dividendi azionari Class C.

Il punto industriale è semplice: se Meta emette in futuro azioni Class C per assumere ricercatori, comprare società o finanziare data center, diluisce economicamente gli azionisti ma non cambia la distribuzione del voto. È la stessa logica usata da Alphabet quando nel 2014 introdusse le azioni non votanti GOOG, mantenendo separata la linea con voto GOOGL; Semafor ha segnalato proprio quel precedente come modello per la manovra di Meta.

La trimestrale: ricavi record, ma margini colpiti dai costi legali

La decisione sulle azioni arriva in un trimestre molto più complesso di quanto dica il solo dato sui ricavi. Nel periodo chiuso al 30 settembre 2026, Meta ha registrato 64,60 miliardi di dollari di fatturato, in crescita del 26% su base annua. I costi e le spese sono però saliti a 51,61 miliardi, +68%, e l’utile operativo è sceso da 20,54 a 12,99 miliardi. L’utile netto è stato pari a 9,86 miliardi, mentre l’EPS diluito è arrivato a 3,83 dollari.

Meta, il confronto del terzo trimestreValori in miliardi $

Q3 2025Q3 2026

  • Ricavi51,2464,60
  • Costi e spese30,7151,61
  • Utile operativo20,5412,99
  • Utile netto2,719,86
Fonte: Meta, risultati Q3 2026 del 21 ottobre 2026

La voce che ha alterato il conto economico è legale, non pubblicitaria. Meta ha contabilizzato nel trimestre un addebito da 9,89 miliardi di dollari legato all’accordo con 52 procuratori generali statunitensi sulle cause riguardanti salute mentale degli adolescenti e social media. L’accordo, annunciato ad agosto, prevede pagamenti fino a circa 18,59 miliardi di dollari. Senza quel costo, l’utile operativo trimestrale sarebbe stato 22,88 miliardi e l’EPS diluito 7,40 dollari, secondo la stessa riconciliazione fornita dalla società.

La macchina pubblicitaria, intanto, continua a reggere il peso della spesa AI. Gli utenti giornalieri medi della famiglia di app sono arrivati a 3,64 miliardi a settembre, +3% anno su anno; le impression pubblicitarie sono cresciute del 10% e il prezzo medio per inserzione del 14%. È questo miglioramento combinato — più inventario, più prezzo — che consente a Facebook, Instagram, WhatsApp e Threads di finanziare una fase in cui l’AI assorbe capitale più velocemente di quanto accadesse nei cicli precedenti.

Il vero numero della notizia: fino a 145 miliardi di capex nel 2026

Il dato che spiega la nuova classe azionaria è il capex. Nel solo terzo trimestre, Meta ha speso 34,91 miliardi di dollari in investimenti in conto capitale, includendo i pagamenti principali dei leasing finanziari. Il flusso di cassa operativo è stato di 32,79 miliardi, ma il free cash flow è diventato negativo per 2,12 miliardi. La società ha comunque chiuso il trimestre con 82,45 miliardi tra cassa, equivalenti e titoli negoziabili.

Per il 2026, la previsione di investimenti è stata ristretta a 135-145 miliardi di dollari, rispetto alla forchetta precedente di 130-145 miliardi. È un aggiustamento piccolo nella forma, ma significativo nella sostanza: alzare il limite inferiore significa dire al mercato che la spesa minima necessaria per chip, server, rete elettrica, data center e capacità di inferenza non sta scendendo. Reuters ha letto la mossa nello stesso modo: nuove azioni per sostenere un’espansione AI costosa senza ridurre il controllo di Zuckerberg.

La corsa del capex di MetaValori in miliardi $

  • 202439,23
  • 202572,22
  • 2026 medio guidance140
Fonte: Meta, risultati FY 2024, FY 2025 e outlook Q3 2026

Il confronto storico rende l’ordine di grandezza ancora più evidente. Nel 2024 Meta aveva speso 39,23 miliardi di dollari in capex; nel 2025 era salita a 72,22 miliardi. Il punto medio della guidance 2026 è 140 miliardi: quasi il doppio dell’anno precedente e più di tre volte e mezzo la spesa del 2024, secondo i risultati 2024, i risultati 2025 e l’outlook aggiornato del terzo trimestre.

Muse, agenti e data center: dove vanno quei soldi

Meta sta usando la parola “superintelligenza personale” per raccontare un insieme di prodotti, modelli e infrastrutture. Il 12 ottobre 2026, pochi giorni prima della trimestrale, il laboratorio di ricerca ha presentato Muse Wonder e Muse Wonder Full, i modelli più avanzati dell’azienda per attività agentiche personali e professionali. Secondo il post tecnico di Meta Research, Muse Wonder è disponibile tramite Meta Model API e Muse Code, mentre Muse Wonder Full è riservato agli abbonati Muse Code; entrambi sono stati addestrati nel data center Prometheus su scala gigawatt.

Durante la call con gli analisti, Zuckerberg ha collegato questa linea di prodotto anche al mercato aziendale. CNBC ha riportato che oltre 10 milioni di persone negli Stati Uniti e in Canada hanno configurato agenti personali Muse in circa un mese e mezzo, e che l’azienda vede negli sviluppatori, nel codice e nelle piccole imprese uno dei primi sbocchi commerciali. È una differenza rispetto alla vecchia strategia open source di Llama: qui Meta parla sempre più di API proprietarie, agenti integrati nelle app e modelli a pagamento.

La spesa non riguarda soltanto i modelli. A luglio Meta e BlackRock hanno annunciato una joint venture per sviluppare e possedere un campus data center a El Paso, Texas, con 1 gigawatt di capacità di calcolo e avvio progressivo previsto dal 2028. La società ha parlato di un investimento Meta superiore a 10 miliardi di dollari, oltre 4.000 posti di lavoro in costruzione al picco e 300 ruoli operativi a regime, nel comunicato con BlackRock. La nuova classe azionaria va letta nello stesso quadro: non sostituisce debito, leasing o partnership infrastrutturali, ma aggiunge un’altra valuta per pagare la corsa al calcolo.

Perché la governance conta quanto l’AI

La nuova Class C non è neutra. Per Meta è uno strumento flessibile; per gli azionisti ordinari è anche un ulteriore spostamento verso una società in cui il capitale economico e il potere di voto non coincidono. Le Class A hanno un voto per azione, le Class B concentrate nelle mani di Zuckerberg e degli insider hanno più potere, e le nuove Class C non voteranno. In caso di emissioni future per acquisizioni o compensi, chi riceve Class C parteciperà al valore economico, ma non alla governance.

Il vantaggio per Zuckerberg è evidente: può continuare a guidare una scommessa pluriennale sull’AI anche se richiede nuove azioni. Il vantaggio per la società è la possibilità di pagare talenti e target di acquisizione con una moneta quotata. Il rischio per gli investitori è la diluizione economica, soprattutto se i buyback non compensano le nuove emissioni. Semafor nota che molte big tech hanno storicamente assorbito la stock compensation riacquistando azioni, ma la crescita dei costi AI rende quel bilanciamento più difficile.

C’è poi il fronte regolatorio. Nello stesso giorno dei risultati, un giudice del New Mexico ha ordinato a Meta di pagare 25 miliardi di dollari in una causa legata allo scandalo Cambridge Analytica, dopo che una giuria aveva ritenuto l’azienda responsabile di aver ingannato gli utenti sulla privacy di Facebook. Associated Press ha descritto la sanzione come la più grande mai imposta alla società; Meta dovrebbe fare ricorso. Il punto per il mercato è che la spesa AI cresce mentre restano aperte grandi passività legali e politiche.

Cosa cambia per investitori, sviluppatori e aziende italiane

Per chi detiene azioni Meta dall’Italia, direttamente sul Nasdaq o tramite strumenti quotati in Europa, la prima conseguenza sarà operativa: quando board e mercato definiranno date tecniche del dividendo azionario, gli intermediari dovranno gestire l’assegnazione delle Class C. La società non ha ancora indicato nel comunicato una data di registrazione e una data di pagamento per quel dividendo azionario; l’unica data certa oggi è l’efficacia statutaria del 19 gennaio 2027.

Sul piano economico, una distribuzione uno a uno non crea automaticamente valore: il prezzo delle Class A dovrebbe riflettere l’effetto di uno split due per uno dopo la distribuzione. La differenza è nei diritti. Chi riceverà Class C avrà esposizione economica a Meta, ma non voto. Per i piccoli azionisti italiani, che già pesano poco nelle assemblee americane, l’effetto pratico immediato potrebbe sembrare marginale; per fondi, ETF e investitori istituzionali, invece, la distinzione tra valore economico e diritti di governance conta nelle policy di voto e nei criteri ESG.

Per sviluppatori e imprese italiane che usano strumenti Meta, la notizia non cambia oggi le API, la pubblicità o WhatsApp Business. Segnala però dove si concentreranno prodotto e investimenti: agenti, modelli proprietari, strumenti di coding, automazione per piccole imprese e sistemi pubblicitari più ottimizzati dall’AI. Il nodo europeo sarà capire come questi agenti si inseriranno in obblighi su privacy, dati aziendali, sicurezza e AI Act. Meta non ha annunciato nel comunicato una disponibilità specifica per l’Unione europea di Muse Wonder o Muse Code diversa da quella generale.

Le prossime date da seguire

La prima data è 19 gennaio 2027, quando la modifica statutaria che crea la Class C dovrebbe diventare efficace. Da lì il mercato attenderà record date, payment date e dettagli di quotazione della nuova linea azionaria. La seconda finestra sarà la trimestrale del quarto trimestre 2026: Meta prevede ricavi tra 73 e 76 miliardi di dollari, sopra le attese medie degli analisti riportate da CNBC, ma non ha fornito una guidance di ricavi per il 2027.

La terza scadenza è più lunga: il 2028, quando il campus di El Paso dovrebbe iniziare a portare online capacità di calcolo. Se il piano funzionerà, le nuove azioni avranno dato a Meta più flessibilità per finanziare modelli e infrastrutture senza perdere controllo. Se invece la monetizzazione degli agenti non seguirà la spesa, la Class C sarà ricordata come il segnale più visibile di una corsa all’AI pagata dagli azionisti con meno voce in capitolo.

Domande e risposte

Quando arriveranno le nuove azioni Meta Class C?

Meta prevede che la modifica statutaria per creare le azioni Class C diventi efficace il 19 gennaio 2027. La società ha approvato un dividendo azionario una tantum di una Class C per ogni azione Class A o Class B, ma al 21 ottobre 2026 non ha ancora comunicato record date e payment date definitive.

Le azioni Class C di Meta avranno diritto di voto?

No. Le nuove Class C saranno azioni quotate senza diritto di voto. Serviranno a Meta per finanziare crescita, compensi azionari, acquisizioni e altri usi societari, preservando il potere di voto delle azioni esistenti. È una struttura simile, per logica, a quella usata da Alphabet con le azioni non votanti GOOG.

Quanto spenderà Meta in AI e data center nel 2026?

Meta stima per il 2026 investimenti in conto capitale tra 135 e 145 miliardi di dollari, includendo i pagamenti principali dei leasing finanziari. Nel solo terzo trimestre 2026 ha speso 34,91 miliardi. Il punto medio della guidance, 140 miliardi, è quasi il doppio del capex 2025.

Cosa cambia per chi possiede azioni Meta in Italia?

Chi possiede azioni Meta tramite un intermediario italiano o europeo dovrà attendere le date operative del dividendo azionario. In linea economica riceverà una Class C per ogni azione esistente, ma la nuova azione non voterà. Il trattamento operativo e fiscale dipenderà dall’intermediario e dalla normativa applicabile al momento della distribuzione.

Perché Meta crea nuove azioni invece di usare solo cassa o debito?

Meta aveva 82,45 miliardi di dollari in cassa e titoli al 30 settembre 2026, ma la spesa AI sta comprimendo il free cash flow, negativo per 2,12 miliardi nel trimestre. Le Class C danno una valuta azionaria per finanziare data center, talenti e acquisizioni senza modificare il controllo di voto di Zuckerberg.

Fonti verificate

Scritto da

Francesco Giuliani

Fondatore e direttore editoriale de Il Modello

Francesco Giuliani è un imprenditore, sviluppatore e innovatore italiano attivo nel settore dell'intelligenza artificiale, dell'editoria digitale e della comunicazione. È fondatore e CEO di Faraday AI Studio, agenzia italiana specializzata in soluzioni AI per imprese, reputazione digitale e difesa.

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