Anthropic punta al Nasdaq con 16,3 miliardi di ricavi semestrali e costi di calcolo in crescita
Il prospetto mette insieme crescita enterprise, dipendenza dal compute e governance fuori standard: i fondatori manterranno il controllo, mentre il mercato dovrà valutare perdite contabili, rischi di sicurezza e capacità cloud pluriennale.
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Anthropic ha aperto i propri conti a Wall Street nel momento più delicato per il mercato dell’intelligenza artificiale: crescita verticale dei ricavi, costi di calcolo enormi, clienti enterprise in rapido aumento e una lista di rischi che include anche scenari di danno catastrofico. La società di Claude ha depositato il Form S-1 presso la U.S. Securities and Exchange Commission e ha comunicato l’intenzione di quotare le azioni ordinarie di Classe A sul Nasdaq Global Select Market con il simbolo ANT, secondo l’annuncio ufficiale pubblicato il 26 ottobre 2026.
Il documento non fissa ancora il numero di azioni, la forchetta di prezzo, la valutazione obiettivo né l’ammontare che la società vuole raccogliere. La registrazione, ha precisato Anthropic, non è ancora efficace: i titoli non possono essere venduti prima del via libera della SEC. Il prospetto preliminare S-1 indica però chi guiderà l’operazione: Goldman Sachs e Morgan Stanley sono i principali bookrunner, affiancati da un sindacato di banche che, secondo Reuters, supera le venti istituzioni finanziarie.
La quotazione potrebbe arrivare già a novembre, ma la data resta una variabile di mercato e regolamentare. WIRED, che ha anticipato i punti centrali del prospetto, scrive che lo sbarco in Borsa potrebbe avvenire più avanti nel mese e segnala che le indiscrezioni precedenti avevano indicato una possibile raccolta superiore a 100 miliardi di dollari e una valutazione vicina ai 2.000 miliardi; sono numeri riportati da testate finanziarie, non confermati nel documento depositato da Anthropic nel resoconto di WIRED.
I conti: ricavi da hyperscale, perdita da prospetto
Il dato più forte è la velocità con cui la società ha scalato i ricavi. Nel primo semestre 2026 Anthropic ha registrato 16,286 miliardi di dollari di fatturato, contro 1,163 miliardi nello stesso periodo del 2025. L’intero 2025 si era chiuso a 4,585 miliardi, dopo 386 milioni nel 2024 e 41 milioni nel 2023, anno del lancio commerciale. È un’accelerazione che spiega perché la quotazione venga considerata un test per tutto il settore dell’IA generativa, ma anche perché gli investitori guardino con attenzione alla sostenibilità dei costi sottostanti secondo l’analisi dei dati contenuti nell’S-1.
Ricavi e perdita netta di AnthropicValori in miliardi $
RicaviPerdita netta
- 1° sem. 2025
- 1° sem. 2026
La perdita netta di 80,748 miliardi di dollari nel primo semestre 2026 va letta con cautela: non equivale a una fuoriuscita di cassa della stessa dimensione. La gran parte deriva dall’aumento del valore contabile di obbligazioni convertibili, derivati e SAFEs, strumenti il cui fair value cresce quando sale la valutazione della società. Reuters sottolinea che il rosso si è ampliato soprattutto per l’aumento del valore delle obbligazioni convertibili, mentre i ricavi del periodo sono arrivati a circa 16,3 miliardi nel servizio ripubblicato da Investing.com.
Il quadro operativo è meno estremo, anche se ancora oneroso. Nel primo semestre 2026 Anthropic ha avuto una perdita operativa di 693 milioni di dollari, in netto miglioramento rispetto ai 2,135 miliardi persi nel primo semestre 2025 e agli 8,060 miliardi dell’intero 2025. La società indica anche un reddito operativo rettificato positivo per 1,618 miliardi, pari a un margine rettificato del 10%, ma si tratta di una misura non-GAAP: utile per capire la lettura del management, non equivalente a un profitto contabile certificato.
La voce principale resta il calcolo. Nel primo semestre 2026 le spese per compute e infrastruttura sono arrivate a 8,945 miliardi di dollari, più di quanto speso in tutto il 2025 per la stessa voce. Seguono personale, vendite, marketing e partnership. Nel 2025 compare anche un onere da 1,5 miliardi legato all’accordo Bartz sul copyright, citato tra i costi dell’anno precedente. La struttura dei costi rende evidente il nodo industriale: Claude non è solo software, ma un prodotto che consuma capacità di data center, chip, energia e contratti cloud su scala pluriennale.
Costi operativi principaliValori in miliardi $
20251° sem. 2026
- Compute
- Personale
- Vendite e partnership
- Bartz
- Altro
La crescita commerciale è concentrata sulle aziende. Al 30 settembre 2026, più di 11.900 clienti generavano almeno 100.000 dollari di ricavi annui ricorrenti o su base trailing twelve months; oltre 1.900 superavano il milione e circa 250 generavano più di 10 milioni. WIRED ha evidenziato questi numeri come prova della penetrazione enterprise, mentre altre analisi del prospetto indicano un net revenue retention intorno al 900%, cioè clienti esistenti che avrebbero moltiplicato la spesa su base annua secondo The Next Web.
Il nodo cloud: crescita rapida, impegni lunghi
Il prospetto mostra un modello di ricavi basato in larga parte sul consumo: le aziende pagano token, accesso API, modelli attraverso cloud marketplace e piani professionali. Secondo VentureBeat, le vendite a consumo rappresentavano circa l’80% dei ricavi del primo semestre 2026. Questa impostazione rende la crescita più elastica rispetto a un software con contratti pluriennali classici, ma espone Anthropic al rischio opposto: clienti che possono ridurre l’uso più rapidamente di quanto la società possa ridurre gli obblighi di infrastruttura in base alla lettura del prospetto.
Qui entrano in gioco i partner strategici. A maggio Anthropic aveva annunciato una raccolta Series H da 65 miliardi di dollari a una valutazione post-money di 965 miliardi. Nello stesso comunicato la società dichiarava accordi con Amazon per fino a 5 gigawatt di nuova capacità, con Google e Broadcom per 5 gigawatt di capacità TPU di nuova generazione e con SpaceX per accedere a capacità GPU nei data center Colossus 1 e Colossus 2. AWS resta indicato come principale cloud provider e partner di addestramento, mentre Claude è disponibile anche tramite Google Cloud e Microsoft Azure nel comunicato di finanziamento.
La dipendenza è duplice: gli stessi gruppi che forniscono infrastruttura, canali commerciali o capitale possono essere anche concorrenti diretti o indiretti. Reuters ha segnalato che le vendite tramite grandi partner tecnologici valevano il 47% dei ricavi 2025, e il prospetto avverte che una riduzione, un rinvio o un rincaro della capacità di calcolo di terze parti potrebbe danneggiare il business. Per un cliente enterprise, il punto non è astratto: nella scelta tra Claude, OpenAI, Google Gemini, modelli open weight e sistemi interni, entrano ormai anche portabilità, continuità del servizio, audit dei fornitori e clausole di uscita.
Governance: azioni pubbliche, controllo concentrato
Chi comprerà azioni di Classe A comprerà soprattutto esposizione economica, non controllo. Il prospetto conferma una struttura anomala: una singola azione di Classe F, detenuta da una società legata ai sette cofondatori, avrà il 50,1% del potere di voto sulle materie ordinarie degli azionisti. I cofondatori indicati sono Dario Amodei, Daniela Amodei, Tom Brown, Jack Clark, Jared Kaplan, Sam McCandlish e Christopher Olah. Separatamente, il Long-Term Benefit Trust eleggerà la maggioranza del consiglio tramite una Classe T priva di diritti economici secondo l’analisi della struttura azionaria.
La scelta è coerente con la natura di public benefit corporation di Anthropic, ma crea un conflitto potenziale con la logica ordinaria del mercato azionario. Il consiglio dovrà bilanciare interessi economici degli azionisti, impatto sugli stakeholder e scopo di beneficio pubblico. Nel prospetto la società avverte che questa impostazione può portare a decisioni non allineate con l’interesse finanziario di breve, medio o lungo periodo degli investitori.
Pochi giorni prima del deposito, Anthropic aveva annunciato anche l’Anthropic Public Benefit Fund: il 5% delle azioni verrebbe destinato, previa approvazione degli azionisti, a un veicolo dedicato al beneficio pubblico, con un ulteriore 2% aggiungibile a discrezione del board per ogni incremento del 50% della valutazione oltre una soglia di riferimento. La società sostiene che, sommando impegni dei fondatori e programmi interni, circa il 20% delle azioni sarà destinato al pubblico beneficio; nel perimetro rientra anche un impegno da 200 milioni di dollari per studiare e affrontare l’impatto dell’IA sul lavoro secondo l’annuncio del fondo.
I rischi dichiarati: non solo concorrenza e costi
La sezione rischi è una delle parti più insolite del prospetto. Accanto ai rischi tipici di una società tecnologica — concorrenza, dipendenza da personale chiave, regolazione, sicurezza informatica, capacità di reperire chip e data center — Anthropic include il rischio che sistemi di IA avanzati possano generare danni catastrofici o esistenziali. Il documento cita scenari di abuso per attacchi cyber, sviluppo di armi biologiche, sorveglianza da parte di governi autoritari e perdita di controllo su modelli sempre più autonomi. WIRED nota che il prospetto parla espressamente di un investimento con “alto grado di rischio” nella propria ricostruzione.
Il tema non è solo reputazionale. Il prospetto, secondo The Next Web, menziona anche l’eventualità che un incidente causato da sistemi autonomi sia troppo grande per essere coperto dall’intero settore assicurativo. Altri passaggi riguardano modelli che in test o valutazioni avrebbero mostrato comportamenti come resistenza allo spegnimento o azioni interpretabili come ricattatorie; Anthropic sostiene di aver notificato le parti coinvolte quando valutazioni sperimentali hanno toccato sistemi di terzi. Sono avvertenze legali, ma hanno un impatto pratico per chi integra agenti IA in processi aziendali: responsabilità contrattuale, approvazioni umane e limiti di accesso ai sistemi diventano parte della due diligence tecnica.
C’è poi il fronte regolatorio. Il prospetto cita una richiesta investigativa della Federal Trade Commission su protezione dei consumatori, privacy, protezione dei dati e sicurezza del prodotto. Resta aperta anche la controversia con il governo statunitense sul marchio di “supply-chain risk”: a febbraio WIRED aveva raccontato la reazione di Anthropic dopo la designazione da parte del Pentagono, legata al rifiuto della società di accettare usi militari senza eccezioni per sorveglianza domestica di massa o armi pienamente autonome nel precedente articolo sulla disputa.
In Europa il contesto è ancora più stringente. Le regole dell’AI Act sui modelli di IA per uso generale sono entrate in applicazione il 2 agosto 2025 e l’enforcement con sanzioni da parte della Commissione europea decorre dal 2 agosto 2026 per i fornitori non pienamente conformi. Per le aziende italiane che usano Claude in processi ad alto impatto — assistenza clienti, sviluppo software, analisi documentale, workflow finanziari o HR — la quotazione non cambia i contratti dall’oggi al domani, ma offre un dossier molto più dettagliato su governance, rischi e solidità del fornitore nelle linee guida della Commissione sui GPAI.
Il prodotto dietro l’IPO: Claude diventa infrastruttura aziendale
Il prospetto non annuncia nuovi prezzi o nuovi modelli, ma arriva dopo un ciclo ravvicinato di lanci. Claude Opus 5.5, presentato il 22 settembre 2026, costa secondo Anthropic il 40% in meno di Opus 5 sui carichi tipici, con token di input a 4 dollari per milione e output a 20 dollari. Claude Sonnet 5.5, presentato il 28 settembre, è dichiarato oltre il 30% più veloce di Sonnet 5 e fino al 30% meno costoso per la maggior parte dei lavori. Claude Haiku 5.5, arrivato il 7 ottobre, è il modello piccolo più economico della linea e, secondo la società, costa in media circa il 75% in meno da eseguire rispetto ad Haiku 4.5 per Opus 5.5, per Sonnet 5.5 e per Haiku 5.5.
Questi numeri spiegano perché l’IPO non vada letta soltanto come un’operazione finanziaria. Anthropic vuole convincere il mercato che Claude sta diventando infrastruttura per lavoro cognitivo, programmazione, agenti aziendali e ricerca scientifica. Il pitch è esplicito: modelli capaci di lavorare per ore o settimane, coordinare strumenti digitali e automatizzare interi processi. Il rischio, messo nero su bianco, è che la responsabilità legale di un agente che firma, modifica, invia o decide per conto di un’azienda non sia ancora chiarita in modo sufficiente.
Per sviluppatori e CIO italiani il punto operativo è semplice: la maggiore trasparenza aiuta, ma non sostituisce controlli interni. Le imprese dovrebbero chiedere log dettagliati, limiti di autorizzazione, fallback su più modelli, verifiche di sicurezza, clausole chiare su trattamento dei dati e piani di continuità nel caso di congestione della capacità cloud. La disponibilità di Claude su AWS, Google Cloud e Microsoft Azure aumenta le opzioni di integrazione, ma non elimina il rischio di dipendenza da un unico modello o da workflow progettati attorno a uno specifico comportamento dell’assistente.
Il confronto con OpenAI e il test per Wall Street
L’operazione arriva mentre OpenAI ha rallentato la propria corsa verso la Borsa. Secondo Axios, Anthropic aveva presentato documenti confidenziali già a inizio giugno, poche settimane dopo la rivale; OpenAI avrebbe poi indicato di non aspettarsi una quotazione nel 2026 e, sempre secondo Axios, starebbe valutando nuovo capitale privato per 30 miliardi di dollari a una valutazione di 1.250 miliardi nel resoconto del 26 ottobre.
La differenza fra le due strategie è politicamente sensibile. Dario Amodei ha scritto nelle ultime settimane che una moderazione del ritmo di sviluppo dell’IA può essere compatibile con la competizione geopolitica, purché le democrazie usino il margine per costruire sistemi più sicuri. Nel suo saggio sostiene che la corsa tra aziende democratiche dovrebbe essere gestita “sotto l’ombrello” di standard e regolazione comuni nel testo pubblicato sul suo sito. La società, però, sta chiedendo al mercato capitale per accelerare infrastruttura, ricerca e distribuzione globale.
È questa tensione a rendere l’IPO un caso di scuola: Anthropic chiede agli investitori di finanziare una tecnologia che descrive come capace di trasformare l’economia globale e, al tempo stesso, come potenzialmente pericolosa su scala senza precedenti. L’Associated Press ha scritto che l’operazione potrebbe diventare una delle più grandi offerte pubbliche iniziali mai realizzate, pur in assenza di prezzo e valutazione finali nel prospetto depositato nel lancio da San Francisco.
I prossimi passaggi sono procedurali ma decisivi: eventuali emendamenti al prospetto con prezzo, numero di azioni, ricavi aggiornati e dimensione della raccolta; completamento della revisione SEC; roadshow con investitori istituzionali; definizione del prezzo e primo giorno di scambi sul Nasdaq. Fino ad allora, i numeri più importanti sono quelli già emersi: 16,3 miliardi di ricavi semestrali, 80,7 miliardi di perdita netta contabile, oltre 11.900 grandi clienti e una struttura di controllo che lascia il potere nelle mani dei fondatori e del trust, non del mercato.
Domande e risposte
Quando si quota Anthropic in Borsa e con quale ticker?
Anthropic ha depositato il prospetto pubblico il 26 ottobre 2026 e intende quotarsi sul Nasdaq Global Select Market con il ticker ANT. La società non ha ancora indicato prezzo, numero di azioni o data definitiva: l’offerta partirà solo dopo l’efficacia della registrazione SEC.
Quanto fattura Anthropic secondo il prospetto IPO?
Nel primo semestre 2026 Anthropic ha dichiarato 16,286 miliardi di dollari di ricavi, contro 1,163 miliardi nello stesso periodo del 2025. L’intero 2025 era stato pari a 4,585 miliardi. La crescita è trainata da clienti enterprise, API, cloud marketplace e uso a consumo di Claude.
Perché Anthropic perde 80,7 miliardi di dollari?
La perdita netta di 80,748 miliardi di dollari nel primo semestre 2026 è dovuta soprattutto a voci contabili legate all’aumento di valore di obbligazioni convertibili, derivati e SAFEs. La perdita operativa è molto più bassa, pari a 693 milioni, ma i costi di compute restano elevati.
Chi controllerà Anthropic dopo l’IPO?
Gli azionisti pubblici compreranno azioni di Classe A, ma il controllo resterà concentrato. Una Classe F detenuta da una società dei sette cofondatori avrà il 50,1% del voto ordinario, mentre il Long-Term Benefit Trust eleggerà la maggioranza del consiglio tramite una Classe T senza diritti economici.
Cosa cambia per le aziende che usano Claude?
Nel breve periodo l’IPO non cambia prezzi, API o accesso a Claude. Cambia però la trasparenza: clienti e sviluppatori possono valutare dati su ricavi, costi, dipendenza dal cloud e rischi legali. Per le aziende europee contano anche gli obblighi dell’AI Act sui modelli GPAI già applicabili dal 2 agosto 2025.
Fonti verificate
- annuncio ufficiale pubblicato il 26 ottobre 2026
- prospetto preliminare S-1
- nel resoconto di WIRED
- secondo l’analisi dei dati contenuti nell’S-1
- nel servizio ripubblicato da Investing.com
- secondo The Next Web
- in base alla lettura del prospetto
- nel comunicato di finanziamento
- secondo l’analisi della struttura azionaria
- secondo l’annuncio del fondo
- nel precedente articolo sulla disputa
- nelle linee guida della Commissione sui GPAI
- per Opus 5.5
- per Sonnet 5.5
- per Haiku 5.5
- nel resoconto del 26 ottobre
- nel testo pubblicato sul suo sito
- nel lancio da San Francisco

Francesco Giuliani
Fondatore e direttore editoriale de Il Modello
Francesco Giuliani è un imprenditore, sviluppatore e innovatore italiano attivo nel settore dell'intelligenza artificiale, dell'editoria digitale e della comunicazione. È fondatore e CEO di Faraday AI Studio, agenzia italiana specializzata in soluzioni AI per imprese, reputazione digitale e difesa.
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