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Modelli di intelligenza artificiale: chi li sviluppa e cosa sanno fare

GPT, Gemini, Grok, Claude e gli altri: come cambiano capacità, prezzi e modo di usarli. Il punto fermo su una corsa che si aggiorna ogni settimana.

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I modelli di intelligenza artificiale sono i sistemi che stanno dietro assistenti, agenti e funzioni automatiche dentro i prodotti che usiamo. Cambiano in fretta: ogni nuova versione sposta un po' più in là ciò che una macchina può fare da sola, e allo stesso tempo cambia il costo di farlo.

Da chatbot ad agenti

Il passaggio più rilevante degli ultimi mesi non riguarda la qualità delle risposte, ma l'autonomia: modelli che usano il computer, navigano, compilano moduli, portano a termine compiti in più passaggi. È una differenza sostanziale, perché sposta il problema dalla correttezza del testo al controllo delle azioni.

Cosa guardare oltre i benchmark

Le classifiche dicono poco su come un modello si comporta nel lavoro reale. Contano il prezzo per unità di utilizzo, la latenza, la disponibilità via API, i limiti d'uso, la gestione dei dati e la possibilità di verificare cosa ha fatto il sistema. Nei nostri articoli proviamo a riportare queste informazioni quando sono pubbliche.

Chi corre

Il campo è concentrato su pochi soggetti — OpenAI, Google, Anthropic, la galassia di Musk, i laboratori cinesi ed europei — ma i pesi cambiano con ogni rilascio, e con gli investimenti in data center e infrastruttura che ne rendono possibile l'uso su larga scala.

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