Intelligenza artificiale· 10 min di lettura

Le lavatrici Samsung con AI dosano il detersivo, ma riconoscono i tessuti solo fino a 2 kg

Samsung porta l’automazione del bucato oltre il controllo da app: sensori e dosatore gestiscono tessuti, sporco e detergente, ma i limiti sui carichi misti e la dipendenza da SmartThings restano decisivi.

Francesco Giuliani

di Francesco Giuliani

Fondatore e direttore editoriale de Il Modello

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Le lavatrici Samsung con AI dosano il detersivo, ma riconoscono i tessuti solo fino a 2 kg

Samsung Electronics porta l’intelligenza artificiale nel bucato domestico con una linea che non vuole semplicemente connettere la lavatrice allo smartphone, ma ridurre l’intervento dell’utente nella scelta del programma. La notizia, ripresa oggi da SmartWorld, riguarda la gamma Bespoke AI Laundry annunciata da Samsung Italia il 9 settembre 2026: lavatrici e asciugatrici che usano sensori, dosaggio automatico e algoritmi per adattare lavaggio, acqua, detergente e risciacqui al carico inserito.

Il punto non è che una lavatrice “abbia l’AI”, formula ormai abusata anche negli elettrodomestici. Il punto è dove Samsung sposta la decisione: dal selettore dei programmi alla macchina. Il ciclo AI Wash+, secondo il comunicato italiano di Samsung, rileva il peso del bucato, identifica fino a cinque categorie di tessuto e misura il livello di sporco durante il ciclo, regolando di conseguenza acqua, detersivo e durata del lavaggio.

Che cosa fa davvero AI Wash+

La nuova generazione non si limita a pesare il cestello. Samsung dichiara che AI Wash+ riconosce cotone, delicati, asciugamani, denim e capi outdoor, ma con un limite preciso: il riconoscimento dei tessuti vale per carichi fino a 2 kg, mentre il sensore di torbidità, cioè quello che valuta lo sporco nell’acqua, opera per tutti i pesi. La presenza di tessuti misti può ridurre la precisione, una nota importante perché molti carichi domestici reali sono composti proprio da capi diversi.

Dal punto di vista pratico, la macchina usa queste informazioni per dosare acqua e detergente, modificare il tempo di lavaggio e decidere se aggiungere detersivo o prolungare il risciacquo. Sulla scheda prodotto italiana della WF90H09C4ST2, Samsung specifica anche che il cassetto Ecodosatore contiene detersivo sufficiente per circa un mese di lavaggi, calcolando una media di 4 carichi a settimana. È un dettaglio meno appariscente dello schermo, ma spesso più rilevante nella vita quotidiana: l’errore più frequente non è solo sbagliare programma, ma usare troppo detergente.

La logica è simile a quella dei dosatori automatici già presenti da anni sulle lavatrici di fascia alta, ma Samsung la combina con il riconoscimento tessuti e con l’interfaccia connessa. La differenza rispetto a una lavatrice tradizionale è che l’utente non imposta più ogni parametro in anticipo: sceglie AI Wash+, carica il cestello e lascia alla macchina la regolazione fine. Non è però un sistema universale: se si seleziona un programma diverso, le capacità di rilevamento AI non hanno lo stesso ruolo.

Il modello 9 kg: 17 kWh ogni 100 cicli, 50 litri per ciclo

Il modello italiano più rappresentativo è la lavatrice WF90H09C4ST2, 9 kg, display LCD touch da 7 pollici, Wi-Fi integrato e supporto SmartThings. La scheda tecnica ufficiale indica classe energetica A, consumo di 17 kWh ogni 100 cicli nel programma Eco 40-60, consumo idrico di 50 litri per ciclo completo, durata Eco 40-60 di 3 ore e 48 minuti, centrifuga in classe B e rumorosità in centrifuga di 72 dB. La velocità massima dichiarata è 1.400 giri al minuto.

Qui vale una precisazione sui numeri. Nel comunicato italiano Samsung scrive che il modello WF90H/24 registra un indice di efficienza energetica, o Energy Efficiency Index, pari a 18,2 e, tra parentesi, lo associa a 18,2 kWh ogni 100 cicli. La scheda prodotto e la scheda informativa EPREL riportano invece un consumo ponderato di 0,173 kWh per ciclo, cioè circa 17 kWh ogni 100 cicli, e un EEI pari a 18,2. Il dato tecnicamente più coerente è quindi: EEI 18,2 e consumo 17 kWh/100 cicli, non 18,2 kWh/100 cicli.

Il riferimento europeo è il programma Eco 40-60. La Commissione europea spiega che le regole del 2019 richiedono alle lavatrici un ciclo eco 40-60 e che l’etichetta mostra il consumo ponderato per 100 cicli. Per questo il dato è utile per confrontare modelli, ma non descrive tutti gli usi reali: lavaggi rapidi, basse temperature, carichi ridotti e programmi speciali possono consumare in modo diverso.

Consumo Eco 40-60 dichiaratoValori in kWh/100 cicli

  • Samsung WF90H09C4ST217
  • Bosch Serie 8 A-5025
  • LG F4R7011TSWB47
Fonte: Schede prodotto Samsung, Bosch e LG consultate il 27 ottobre 2026

Perché Samsung parla di classe A-65%

La sigla A-65% non è una nuova classe energetica ufficiale, ma una formula commerciale per dire che il modello supera del 65% la soglia minima richiesta per la classe A. Samsung aveva già anticipato questa direzione a IFA 2025, quando aveva presentato la lavatrice A-65% come evoluzione del modello A-55% mostrato l’anno precedente. In Italia, la nuova gamma comprende il 9 kg A-65% già disponibile e un 11 kg A-45% in arrivo nei punti vendita, secondo Samsung Italia.

Il confronto con il mercato mostra dove Samsung sta provando a posizionarsi. Bosch, per esempio, promuove le lavatrici Serie 8 con i-DOS e un’efficienza fino ad A-50%, pari a 25 kWh ogni 100 cicli rispetto al limite di classe A indicato dalla stessa azienda; LG propone sulla Serie R7 una lavatrice AI DD da 11 kg in classe A-10%, con 47 kWh ogni 100 cicli e riconoscimento tessuti basato su 20.000 combinazioni di lavaggio. Sono prodotti diversi per capacità e impostazione, ma aiutano a capire che la battaglia non è più solo sulla lettera A dell’etichetta: dentro la stessa classe esistono differenze molto ampie.

Efficienza dichiarata oltre la soglia di classe A

  • Samsung 9 kg A-6565%
  • Samsung 11 kg A-4545%
  • Bosch Serie 8 A-5050%
  • LG Serie R7 A-1010%
Fonte: Samsung Newsroom, Bosch Home e LG Italia, 2026

Lo schermo da 7 pollici trasforma la lavatrice in un terminale di casa

La parte più visibile della strategia Samsung è il display AI Home da 7 pollici. Serve a scegliere funzioni, consultare informazioni sul ciclo, ricevere suggerimenti e vedere report su energia e acqua al termine del lavaggio tramite SmartThings. La scheda prodotto precisa però che alcune funzioni accessibili dallo schermo usano algoritmi basati sull’AI, aggiornabili nel tempo, e che tali algoritmi possono generare informazioni incomplete o errate. Per usare SmartThings e AI Home sono necessari una connessione Wi-Fi e un account Samsung.

La lavatrice integra anche Bixby. Samsung cita comandi vocali per avviare un ciclo preferito, aggiungere un risciacquo, controllare il tempo residuo o chiedere spiegazioni sulle informazioni visualizzate. Già nel lancio italiano del 31 marzo 2025, l’azienda aveva presentato il display AI Home come estensione della visione “Screens Everywhere”, con controllo della smart home, Map View, notifiche e servizi multimediali. Il modello 2026 spinge la stessa idea dentro un elettrodomestico che, fino a pochi anni fa, aveva una manopola e pochi tasti.

Questa trasformazione ha conseguenze anche sul ciclo di vita del prodotto. Samsung ha annunciato l’estensione di One UI agli elettrodomestici connessi e aggiornamenti software fino a 7 anni per i modelli Wi-Fi lanciati dal 2024, oltre a protezioni come passkey e credenziali cifrate sui prodotti con schermo. È una promessa importante perché una lavatrice resta in casa molto più a lungo di uno smartphone, ma conferma anche che l’elettrodomestico diventa dipendente da software, account e aggiornamenti.

Asciugatrici e lavasciuga: AI Dry+ e cicli più brevi

La gamma non riguarda solo le lavatrici. Le asciugatrici Bespoke AI Laundry integrano AI Dry+, che analizza umidità e temperatura del carico e riconosce quattro categorie di tessuto: normale, denim, asciugamani e delicati, sempre per carichi fino a 2 kg. Samsung dichiara una riduzione fino al 20% del consumo energetico e del tempo di asciugatura nei test interni su camicie miste da 2 kg, confrontando il modello DV9400D con DV5000D.

Nel 2025 Samsung aveva anche mostrato la seconda generazione della Bespoke AI Laundry Combo, lavasciuga con pompa di calore, portando la capacità di asciugatura da 15 a 18 kg sul modello citato nei materiali globali e riducendo di 20 minuti il ciclo Super Speed. Sono numeri che non vanno confusi con quelli della lavatrice 9 kg venduta in Italia: appartengono a una piattaforma diversa, ma indicano la stessa direzione industriale, cioè l’automazione del bucato come categoria premium.

Microplastiche, vapore e funzioni speciali: dati utili ma da leggere bene

Oltre al riconoscimento dei tessuti, Samsung punta su programmi specifici. La scheda italiana della WF90H09C4ST2 include il ciclo Less Microfiber, che secondo Samsung riduce fino al 54% la dispersione di microfibre rispetto a un ciclo standard, sulla base di test Ocean Wise Plastics con felpe in poliestere da 2 kg. Il programma Vapore Igienizzante è indicato come funzione disponibile, mentre Samsung comunica l’eliminazione fino al 99,9% di alcuni batteri in test Intertek su funzioni di igienizzazione.

Questi dati non sono inutili, ma vanno contestualizzati. Sono test su condizioni specifiche, non garanzie universali su ogni capo e ogni carico. Il ciclo Less Microfiber è rilevante soprattutto per tessuti sintetici; il vapore ha senso per igiene e odori, ma non sostituisce l’attenzione alle etichette dei capi; AI Wash+ funziona meglio quando i tessuti sono simili. La promessa corretta non è “non rovinerai più nulla”, ma “la macchina può ridurre alcuni errori ricorrenti”.

Che cosa cambia per chi compra una lavatrice in Italia

Per il consumatore italiano la novità si gioca su tre piani. Il primo è l’efficienza: 17 kWh ogni 100 cicli è un valore molto basso nella classe A, anche se il risparmio effettivo dipende dal numero di lavaggi, dal costo dell’energia e dai programmi usati. Il secondo è la comodità: dosatore automatico, suggerimenti e controllo remoto riducono le decisioni ripetitive. Il terzo è la complessità: account, app, aggiornamenti e assistenza diventano parte dell’esperienza tanto quanto cestello e motore.

Su quest’ultimo punto Samsung si è mossa pochi giorni fa. Il 22 ottobre 2026 ha esteso Smart Repair agli elettrodomestici, includendo lavatrici, asciugatrici, frigoriferi, lavastoviglie, forni e piani cottura. Il servizio riguarda riparazioni fuori garanzia acquistabili online e prevede normalmente l’intervento a domicilio entro 5 giorni lavorativi dalla ricezione del pagamento, se il prodotto è tecnicamente riparabile. È un tassello coerente con prodotti più sofisticati, perché più software e più componenti smart richiedono anche una rete di assistenza più strutturata.

Resta aperto il tema del prezzo. Il lancio italiano della Bespoke AI Laundry da 9 kg del 2025 indicava un prezzo consigliato di 999 euro, ma per la gamma 2026 Samsung non ha fornito nel comunicato italiano un listino unico aggiornato per tutti i modelli. La pagina Samsung della WF90H09C4ST2 risulta consultabile con specifiche complete ma non offre un prezzo d’acquisto diretto uniforme. Per il lettore, quindi, il confronto reale andrà fatto sui prezzi dei rivenditori, non solo sui dati tecnici dichiarati.

Il limite dell’AI nel bucato: decide meglio, ma non decide tutto

La lavatrice AI di Samsung può aiutare soprattutto in due casi: carichi ricorrenti, come asciugamani o cotone, e utenti che non vogliono scegliere fra decine di programmi. È meno risolutiva sui carichi misti, sui capi con etichette particolari o su esigenze molto specifiche, dove resta necessario separare i tessuti e controllare le istruzioni di lavaggio. La stessa Samsung avverte che il riconoscimento può non identificare correttamente alcuni tessuti e consiglia di lavare insieme materiali simili.

La novità, quindi, non è la “lavatrice che pensa” in senso assoluto. È un sistema di sensori e regole che sposta una parte della gestione dal consumatore all’elettrodomestico. Il vantaggio è evidente quando evita sovradosaggio, cicli troppo aggressivi o sprechi di acqua ed energia. Il rischio è credere che l’automazione cancelli le buone pratiche del bucato. Per ora, la promessa più concreta della gamma Bespoke AI Laundry è meno spettacolare ma più credibile: sbagliare meno spesso, consumare meno nei cicli misurati e integrare la lavatrice nella casa connessa.

Domande e risposte

Come funziona AI Wash+ sulle lavatrici Samsung Bespoke AI Laundry?

AI Wash+ usa sensori per rilevare peso del carico, livello di sporco e fino a 5 tipi di tessuto: cotone, delicati, asciugamani, denim e outdoor. Il riconoscimento tessuti vale per carichi fino a 2 kg; il sensore di torbidità funziona invece con tutti i pesi.

Quanto consuma la Samsung Bespoke AI Laundry da 9 kg?

La WF90H09C4ST2 da 9 kg dichiara 17 kWh ogni 100 cicli Eco 40-60, 50 litri d’acqua per ciclo e 3 ore e 48 minuti di durata del programma Eco. La scheda EPREL riporta un EEI di 18,2 e consumo ponderato di 0,173 kWh per ciclo.

La classe A-65% è una classe energetica ufficiale?

No. A-65% è una formula commerciale usata da Samsung per indicare un’efficienza superiore del 65% rispetto alla soglia minima della classe A. L’etichetta ufficiale resta classe A, secondo il regolamento UE 2019/2014, con consumo espresso in kWh ogni 100 cicli Eco 40-60.

Le funzioni AI delle lavatrici Samsung funzionano senza app SmartThings?

Il lavaggio base e il ciclo AI Wash+ sono sul prodotto, ma molte funzioni connesse richiedono SmartThings, Wi-Fi e account Samsung: report, controllo remoto, notifiche e AI Energy Mode. Samsung precisa che disponibilità e funzioni possono variare in base al modello, al Paese e all’ambiente di rete.

Quali sono i limiti principali delle lavatrici AI Samsung?

Il limite più concreto riguarda i carichi misti: Samsung avverte che la presenza di tessuti diversi può ridurre la precisione del riconoscimento. Inoltre il rilevamento tessuti AI vale fino a 2 kg, alcune funzioni richiedono account e connessione, e i risparmi energetici dichiarati derivano da test interni o condizioni specifiche.

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Scritto da

Francesco Giuliani

Fondatore e direttore editoriale de Il Modello

Francesco Giuliani è un imprenditore, sviluppatore e innovatore italiano attivo nel settore dell'intelligenza artificiale, dell'editoria digitale e della comunicazione. È fondatore e CEO di Faraday AI Studio, agenzia italiana specializzata in soluzioni AI per imprese, reputazione digitale e difesa.

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