Midnight punta sui builder: la nuova strategia di Cardano
Charles Hoskinson di Cardano afferma che l’AI rende obsoleta la metrica del numero di sviluppatori. Il progetto Midnight sposta il focus sui "builder", figure capaci di integrare prodotto, utenti e capitale esterno.

Charles Hoskinson ha trasformato una discussione interna all’ecosistema Cardano in un punto più ampio per tutto il settore crypto: contare quanti sviluppatori scrivono codice non basta più per misurare la crescita di una blockchain. Secondo il resoconto pubblicato da BeInCrypto e ripreso in italiano da Yahoo Finanza Italia, il fondatore di Cardano ha difeso la scelta di Midnight, rete focalizzata sulla privacy collegata all’ecosistema Cardano, di ridurre parte delle attività di developer relations e orientarsi verso progetti con utenti, prodotto e capitale esterno.
Il passaggio chiave è il ruolo degli strumenti di programmazione assistita dall’intelligenza artificiale. Hoskinson ha sostenuto che persone senza competenze tecniche profonde possono ormai produrre software apparentemente funzionante, rendendo più difficile distinguere un contributo solido da codice generato, copiato o assemblato senza piena comprensione. La sua frase più netta, riportata da BeInCrypto, è questa: “non è più una risorsa scarsa e finita”. Il riferimento è agli sviluppatori umani, che per anni sono stati considerati un indicatore sintetico della vitalità di una chain.
Perché il numero di sviluppatori è diventato una metrica fragile
Il settore crypto ha usato a lungo il numero di sviluppatori attivi, di repository e di commit come una specie di termometro pubblico. La logica era semplice: più persone contribuiscono al codice, più è probabile che una rete migliori, attragga applicazioni e sopravviva ai cicli speculativi. Electric Capital, con il suo Developer Report, ha costruito una delle basi dati più citate proprio analizzando oltre 100 milioni di commit open source nel settore crypto.
Il problema sollevato da Hoskinson non è che i dati GitHub siano inutili. È che la loro interpretazione cambia quando l’AI abbassa il costo marginale della produzione di codice. Un hackathon può ricevere più prototipi, una repository può vedere più attività, un progetto può mostrare più contributori, ma una parte crescente di quell’output può essere generata da assistenti come Copilot, Claude Code o agenti specializzati. La metrica rischia così di misurare rumore, non necessariamente capacità di costruire un prodotto affidabile.
I numeri continuano comunque a pesare nel confronto competitivo. Il dashboard di Chainspect, aggiornato il 14 settembre 2026, attribuisce a Ethereum 11.795 sviluppatori, a Solana 10.905, a Cardano 3.767 e a Bitcoin 2.026, limitando il conteggio ai repository mantenuti dalle fondazioni o dalle organizzazioni di sviluppo principali. Sono dati utili per capire la profondità tecnica di un ecosistema, ma non rispondono alla domanda che Hoskinson mette al centro: quanti di questi contributi diventano applicazioni usate e sostenibili?
Sviluppatori nei core repository blockchainValori in sviluppatori
- Ethereum
- Solana
- Cardano
- Bitcoin
La distinzione tra “developer” e “builder” è quindi più economica che semantica. Nel lessico di Hoskinson, il builder non è soltanto chi scrive codice: è chi mette insieme prodotto, distribuzione, sicurezza, utenti paganti e investitori. È un criterio più duro, ma anche più vicino a come vengono valutate le imprese tecnologiche fuori dal mondo crypto.
Midnight diventa il test più concreto della tesi di Hoskinson
La discussione nasce attorno a Midnight perché è il progetto dove Hoskinson sta provando a legare AI, privacy e infrastruttura blockchain. La Midnight Foundation descrive la rete come una blockchain per applicazioni decentralizzate private e conformi, basata su zero-knowledge proofs e su meccanismi di selective disclosure: l’utente o l’impresa può provare un fatto senza esporre tutti i dati sottostanti.
Il lancio di Midnight è stato preparato per mesi. In un aggiornamento ufficiale del 25 febbraio 2026, il progetto spiegava di essere entrato nella fase Kūkolu, cioè il passaggio verso l’ambiente di produzione, con mainnet prevista per la fine di marzo. Lo stesso aggiornamento presentava Midnight City, una simulazione visuale e tecnica in cui agenti AI autonomi creano una economia persistente per testare scalabilità, privacy programmabile e interazioni complesse tra attori digitali.
Il contesto finanziario è rilevante. CoinDesk ha descritto Midnight come una scommessa personale da circa 200 milioni di dollari di Hoskinson, distribuita tramite un ampio airdrop verso 37 milioni di wallet e progettata con un modello a due componenti: NIGHT, token di utilità e governance, e DUST, risorsa usata per pagare l’esecuzione delle transazioni.
La tokenomics ufficiale conferma l’impianto: il whitepaper di Midnight assegna a NIGHT il ruolo di token nativo e a DUST quello di risorsa per le fee. In un approfondimento del 26 agosto 2026, il progetto ha spiegato che DUST è privato, non trasferibile e generato dal possesso di NIGHT; nello stesso testo indica che 1 NIGHT può generare fino a 5 DUST. La promessa è togliere all’utente finale l’ostacolo del “gas” e permettere agli sviluppatori di sponsorizzare le transazioni, un punto cruciale se si vuole portare la blockchain dentro esperienze simili alle app Web2.
Il paradosso: meno fiducia nel codice come segnale, più hackathon per produrlo
La critica più evidente è interna allo stesso caso Midnight. Mentre Hoskinson sostiene che il codice generato o assistito dall’AI rende meno significativa la conta degli sviluppatori, la fondazione continua a finanziare competizioni basate sulla costruzione di prototipi. La pagina ufficiale degli hackathon Midnight elenca tre iniziative attive o recenti: Midnight Korea Hackathon 2026 da 6.000 dollari, New Moon to Full da 8.000 dollari e The Midnight Buildathon da 12.500 dollari. Il totale è 26.500 dollari.
Premi degli hackathon Midnight
- Korea Hackathon
- New Moon to Full
- Buildathon
Il caso coreano è il più recente: la pagina ufficiale indica l’avvio il 1 settembre 2026 e la chiusura il 28 settembre 2026, con l’obiettivo di costruire una DApp privacy-first usando prove zero-knowledge. Su Luma, l’evento viene presentato come un hackathon online di un mese, con premi in denaro e crediti per strumenti di auditing forniti da CertiK.
La contraddizione è reale, ma non necessariamente distruttiva. Un hackathon può continuare ad avere senso se smette di premiare la quantità di righe scritte e valuta invece utilità, sicurezza, capacità di spiegare il prodotto e possibilità di trasformarlo in impresa. È qui che la parola “builder” diventa operativa: non basta consegnare una demo generata in fretta da un modello, bisogna dimostrare che quella demo funziona, protegge i dati, può essere mantenuta e risolve un problema riconoscibile.
Dal Wyoming Blockchain Symposium alla “finanza agentica”
La tesi di Hoskinson non arriva dal nulla. L’agenda ufficiale del Wyoming Blockchain Symposium 2026, evento organizzato da SALT e Kraken, includeva un intervento di Hoskinson intitolato The Dawn of Agentic Finance. La pagina dell’evento parla di un incontro a invito, dal 17 al 20 agosto 2026, con circa 500 investitori, imprenditori e decisori pubblici del settore degli asset digitali.
Secondo Pluang, che riprende il racconto di ZyCrypto, Hoskinson ha collegato l’accelerazione dello sviluppo Cardano all’uso di AI, tecnologie per la privacy e finanza agentica. La dichiarazione più concreta riguarda Midnight City: il team avrebbe riscritto il motore della simulazione tre volte in sei mesi e starebbe distribuendo nuove funzionalità ogni due settimane. Lo stesso punto viene riportato da ZyCrypto, che colloca l’intervento nel filone più ampio degli agenti AI capaci di negoziare, pagare, fare trading e interagire con infrastrutture finanziarie al posto degli utenti.
In questa visione, la blockchain non è la parte visibile dell’esperienza. Diventa il livello di controllo: identità, consenso, autorizzazioni, pagamenti, prova crittografica, auditabilità. La privacy serve perché un agente che gestisce decisioni finanziarie conosce preferenze, disponibilità economiche, relazioni e limiti dell’utente. Se questi dati fossero esposti su una blockchain completamente trasparente, l’automazione aumenterebbe anche i rischi di sorveglianza, profilazione e manipolazione.
Cardano continua però a investire proprio sugli sviluppatori
Il messaggio di Hoskinson va letto accanto a un fatto meno spettacolare: Cardano non sta abbandonando gli sviluppatori. Al contrario, Input Output ha presentato a maggio una iniziativa di sei mesi da 3,6 milioni di ADA per semplificare l’esperienza di sviluppo, con un setup di progetto a un comando, una libreria di smart contract pronta per audit, un portale unico e integrazione stretta con strumenti AI. L’obiettivo dichiarato è portare un nuovo sviluppatore da zero a una DApp funzionante su testnet in meno di due settimane.
Quel documento contiene anche un’ammissione esplicita: Cardano avrebbe circa 17 volte meno sviluppatori di Ethereum, con un divario che continua ad allargarsi. È il punto che rende la posizione di Hoskinson più sofisticata di quanto sembri. Non dice che gli sviluppatori non contano; dice che contarli in modo grezzo non basta più. Per Cardano, ridurre la frizione resta essenziale, ma il successo non può essere misurato solo dal numero di account GitHub attivi.
Nel frattempo la roadmap tecnica procede. L’aggiornamento Intersect dell’11 settembre 2026 indica che la versione 11.1.1 del nodo Cardano è in fase di pre-release, mentre la 11.2 dovrebbe rendere disponibile per i test il pacchetto Dijkstra, con Plutus V4, transazioni annidate, CIP-50 e altri parametri. Il report invita stake pool operator, operatori di nodi e sviluppatori dell’ecosistema a partecipare ai test pubblici prima del passaggio al protocollo versione 12.
Anche gli aggiornamenti settimanali di Essential Cardano mostrano una traiettoria concreta: a fine agosto il team developer experience aveva rilasciato le prime versioni taggate di cardano-init, mentre il team Plutus aveva pubblicato la release 1.68.0.0 con tipi API legati a Plutus V4, ancora in sviluppo. Sono interventi molto meno visibili di una dichiarazione sull’AI, ma determinano se i builder potranno davvero spedire prodotti in tempi competitivi.
Cosa cambia per sviluppatori, aziende e investitori
Per gli sviluppatori, il segnale è chiaro: il valore si sposta dalla capacità di produrre codice alla capacità di produrre software verificabile. Un portfolio di commit sarà meno persuasivo se non include test, audit, documentazione, utenti reali e una comprensione del dominio. Nel mondo Midnight questo significa imparare Compact, zero-knowledge, modelli di disclosure selettiva e strumenti AI specializzati, non limitarsi a chiedere a un modello di generare uno smart contract.
La stessa Midnight sta costruendo tooling in quella direzione. La documentazione ufficiale su Midnight Expert descrive una suite di plugin per Claude Code pensata per scrivere, rivedere, impalcare DApp e verificare il codice generato contro il compilatore reale. Un annuncio di lavoro di IO Global per un AI Developer Tools Engineer va nella stessa direzione: rendere Midnight un obiettivo nativo per sviluppo assistito da agenti, monitorando dove questi strumenti riescono, falliscono o producono codice sbagliato.
Per le aziende, soprattutto in Europa e in Italia, il punto interessante è l’incrocio fra privacy, compliance e automazione. Una DApp che consente di provare requisiti, autorizzazioni o stati finanziari senza esporre dati grezzi è più vicina ai bisogni di banche, assicurazioni, sanità, identità digitale e supply chain rispetto a una blockchain completamente pubblica. Il limite è che la promessa deve diventare integrazione reale: meno demo, più casi d’uso con clienti, responsabilità legali chiare e interoperabilità con sistemi esistenti.
Il mercato, per ora, non sta prezzando la narrazione come una svolta immediata. Il dato di CoinMarketCap del 14 settembre 2026 colloca ADA intorno a 0,2112 dollari, con capitalizzazione di circa 7,76 miliardi di dollari e volume giornaliero intorno a 312 milioni di dollari. È coerente con la reazione tiepida indicata dalle ricostruzioni di BeInCrypto e Yahoo: gli investitori sembrano attendere prove di utilizzo più che dichiarazioni strategiche.
I rischi: codice AI, sicurezza e metriche da rifare
Il rischio principale è scambiare velocità per qualità. Gli strumenti AI possono accelerare prototipi, integrazioni e documentazione, ma introducono nuovi problemi: dipendenze non verificate, codice plausibile ma errato, prompt injection, eccessiva autonomia degli agenti e gestione opaca del contesto. L’edizione 2026 dell’OWASP Top 10 for LLM Applications mette proprio questi rischi al centro delle applicazioni basate su modelli linguistici e agenti.
Il tema è ancora più delicato in ambito blockchain perché un errore nello smart contract può trasformarsi in perdita economica, blocco di fondi o esposizione di dati sensibili. La risposta non può essere bloccare l’AI: deve essere incorporarla dentro processi verificabili. Compilatori reali, test riproducibili, audit indipendenti, limiti di autorizzazione per gli agenti e tracciabilità delle decisioni diventano più importanti del semplice numero di contributori.
La metrica alternativa non è una sola. Per capire se Hoskinson ha ragione, nei prossimi trimestri andranno osservati almeno cinque indicatori: applicazioni lanciate in produzione, utenti attivi, transazioni utili, valore economico sostenibile e qualità della sicurezza. Se Midnight riuscirà a trasformare hackathon, AI tooling e privacy programmabile in progetti con clienti reali, il passaggio da “developer count” a “builder quality” apparirà naturale. Se invece produrrà soprattutto demo, il vecchio conteggio degli sviluppatori resterà imperfetto ma ancora necessario.
Domande e risposte
Che cosa ha detto Charles Hoskinson sull’intelligenza artificiale e gli sviluppatori crypto?
Il 13 settembre 2026 Hoskinson ha sostenuto che l’AI ha indebolito il conteggio degli sviluppatori come metrica di crescita, perché strumenti di coding assistito permettono anche a persone non tecniche di produrre software apparentemente funzionante. Per lui conta di più attirare builder con prodotto, utenti e capitale.
Perché Midnight è al centro della discussione su AI e Cardano?
Midnight è la rete privacy collegata a Cardano su cui Hoskinson sta concentrando la tesi degli agenti AI. Nel 2026 il progetto ha spinto su zero-knowledge, selective disclosure, DUST per le fee e Midnight City, una simulazione con agenti autonomi usata per testare interazioni economiche private.
Quanti premi offre Midnight negli hackathon di settembre 2026?
La pagina ufficiale Midnight elenca tre iniziative: Korea Hackathon da 6.000 dollari, New Moon to Full da 8.000 dollari e The Midnight Buildathon da 12.500 dollari. Il totale è 26.500 dollari, nonostante Hoskinson critichi l’eccessivo peso del codice come segnale di crescita.
Cardano sta davvero abbandonando gli sviluppatori?
No. Input Output ha presentato nel 2026 un programma di sei mesi da 3,6 milioni di ADA per migliorare l’esperienza degli sviluppatori, con setup a un comando, portale unico, librerie per smart contract e integrazione AI. La differenza è che Cardano vuole misurare più qualità e adozione, meno solo quantità.
Quanto valeva ADA dopo le dichiarazioni di Hoskinson?
Il 14 settembre 2026 ADA trattava intorno a 0,2112 dollari secondo CoinMarketCap, con capitalizzazione di circa 7,76 miliardi di dollari e volume nelle 24 ore vicino a 312 milioni. La reazione di mercato è stata contenuta: gli investitori sembrano aspettare dati d’uso più concreti.
Io leggo la provocazione di Hoskinson come un passaggio sano per il settore. Le crypto hanno spesso confuso attività con progresso: repository, commit, hackathon, annunci. L’AI rende questa confusione più evidente, ma offre anche la soluzione. Se gli agenti aiutano a costruire più in fretta e i protocolli impongono verifiche migliori, possiamo avere ecosistemi più aperti e più produttivi.
La sfida per Cardano e Midnight è trasformare una buona intuizione in disciplina industriale. Servono metriche nuove: prodotti attivi, utenti che tornano, costi di onboarding ridotti, audit leggibili, strumenti AI che compilano e testano davvero. Se questa diventa la direzione, il passaggio dai “developer” ai “builder” non sarà uno slogan: sarà un modo più maturo di misurare l’innovazione.
Fonti verificate
- BeInCrypto
- Yahoo Finanza Italia
- Developer Report
- Chainspect
- Midnight Foundation
- CoinDesk
- whitepaper di Midnight
- hackathon Midnight
- Luma
- Wyoming Blockchain Symposium 2026
- Pluang
- ZyCrypto
- iniziativa di sei mesi
- Intersect dell’11 settembre 2026
- Essential Cardano
- Midnight Expert
- IO Global
- CoinMarketCap
- OWASP Top 10 for LLM Applications

Francesco Giuliani
Francesco Giuliani è un imprenditore, sviluppatore e innovatore italiano attivo nel settore dell'intelligenza artificiale, dell'editoria digitale e della comunicazione. È fondatore e CEO di Faraday AI Studio, agenzia italiana specializzata in soluzioni AI per imprese, reputazione digitale e difesa.
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