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Google investe 13 miliardi in Finlandia per data center AI

Francesco Giuliani

di Francesco Giuliani

· Fondatore e direttore editoriale de Il Modello

google finlandia

Google investirà almeno 13 miliardi di euro in Finlandia tra il 2027 e il 2028 per espandere infrastrutture digitali, data center e capacità a supporto dell’intelligenza artificiale. La società lo ha annunciato il 9 settembre 2026, definendo l’operazione il suo più grande investimento singolo mai realizzato in Europa, con interventi concentrati su Hamina, Kajaani, Muhos e Vaala: il dato è confermato dal comunicato ufficiale di Google Cloud ed è stato ripreso in Italia da Borsa Italiana/Teleborsa, FinanzaOnline, AI News e Investing.com.

Il piano riguarda l’espansione del sito già operativo di Hamina e nuovi sviluppi nelle aree di Kajaani, Muhos e Vaala. Google, nella nota ufficiale, parla di investimenti in data center e infrastrutture di supporto; secondo le ricostruzioni di Reuters e dei media finlandesi, la parte industriale comprende tre nuovi data center nel nord del Paese e l’ampliamento dell’impianto esistente a Hamina, nato nel 2009 dalla riconversione di una ex cartiera sul Golfo di Finlandia. Yle ricorda che Google aveva già acquistato terreni nelle stesse municipalità e che i piani erano stati in parte sospesi in attesa di maggiore chiarezza sul quadro fiscale; l’annuncio di oggi li rimette al centro della strategia europea del gruppo.

L’investimento servirà ad aumentare la capacità necessaria per servizi come Search, Maps e Gemini, citati da Google, in una fase in cui la domanda di calcolo legata all’AI sta ridisegnando le priorità industriali dei grandi operatori cloud. La società stima che la fase iniziale di costruzione possa sostenere oltre 37.000 posti di lavoro in Finlandia e contribuire in media per 3,6 miliardi di euro all’anno al PIL del Paese nel biennio 2027-2028. Circa 16.000 posti sono attesi nel comparto costruzioni, con 911 milioni di euro di reddito da lavoro annuo; una volta operative, le nuove strutture dovrebbero sostenere circa 7.000 posti di lavoro all’anno, con salari medi stimati del 24% superiori alla mediana nazionale, secondo i numeri indicati da Google.

Accanto ai cantieri, Google prevede 31 milioni di euro per programmi locali nei prossimi quattro anni a Hamina, Kajaani, Muhos e Vaala. Il pacchetto include percorsi di formazione sull’AI per oltre 4.400 lavoratori e nuove opportunità di training per 100 studenti finlandesi interessati alle carriere nei data center. È un dettaglio non secondario: l’infrastruttura AI non richiede soltanto chip e megawatt, ma anche elettricisti, tecnici di rete, ingegneri, personale di sicurezza, manutenzione e gestione degli impianti.

Energia: il cuore dell’accordo con la Finlandia

La parte più strategica dell’operazione è energetica. Google ha firmato con Fortum un power purchase agreement di 22 anni legato alla centrale nucleare di Loviisa, sulla costa sud-orientale finlandese. L’accordo copre fino al 50% della capacità dell’impianto e dovrebbe dare a Fortum la visibilità economica necessaria per sostenere l’estensione della vita operativa e gli upgrade della centrale fino al 2050, come indicato nella comunicazione price sensitive di Fortum.

Secondo Fortum, Loviisa impiega circa 580 persone e fornisce intorno al 10% dell’elettricità finlandese. Senza il programma di estensione della vita utile, la centrale non potrebbe continuare a operare oltre il 2030. L’accordo con Google è quindi anche un’operazione di stabilizzazione del sistema elettrico nazionale, oltre che una copertura di lungo periodo per i consumi dei data center. La stessa Fortum stima che, una volta contrattata metà della capacità dell’impianto, il ritorno comparabile sugli asset netti del gruppo possa migliorare di circa 1,4 punti percentuali nel tempo.

Reuters, rilanciata da Investing.com e da Euronext, segnala che si tratta del primo accordo nucleare di Google fuori dagli Stati Uniti. Ruth Porat, presidente e chief investment officer di Alphabet e Google, ha sintetizzato la logica con una formula semplice: “BYOP, bring your own power”. Tradotto: chi costruisce data center per l’AI deve portare con sé anche nuova energia, o almeno contribuire a mantenerla disponibile, affidabile e a basse emissioni.

Il nucleare non è l’unico tassello. Google ha annunciato anche nuovi contratti eolici onshore con Valorem e Suomen Hyötytuuli, portando a 629 MW la capacità eolica onshore “new-to-grid” supportata nel Paese, oltre a un sistema di batterie da 94 MW vicino al sito di Kajaani, atteso in connessione alla rete alla fine del 2027. Renewables Now aggiunge che l’accordo con Suomen Hyötytuuli riguarda il parco eolico Alajoki-Peuralinna, da 90 MW, operativo da aprile 2025, con 14 turbine e una produzione annua stimata intorno a 250 GWh.

Perché proprio la Finlandia

La Finlandia è diventata una delle destinazioni europee più osservate per i data center: clima freddo, disponibilità di energia a basse emissioni, reti relativamente stabili, ampi spazi e competenze industriali. FinanzaOnline mette l’accento proprio sul mix energetico finlandese, fondato su nucleare e rinnovabili, e sul recupero del calore residuo degli impianti, un tema già sperimentato da Google a Hamina. Secondo il gruppo, il data center di Hamina utilizza sistemi di raffreddamento con acqua marina e un progetto di recupero del calore pensato per coprire fino all’80% del fabbisogno annuo della rete locale di teleriscaldamento.

Google sostiene di aver lavorato con Fingrid, Business Finland e le municipalità locali per scegliere aree nel nord e nel centro del Paese dove esistono infrastrutture di rete e produzione elettrica carbon-free. In un documento dedicato alla crescita energetica responsabile in Finlandia, il gruppo cita uno studio commissionato internamente secondo cui localizzare 1 GW ipotetico di nuova domanda elettrica nella regione Oulu-Kajaani, invece che nel sud del Paese, potrebbe generare fino a 520 milioni di euro di risparmi per i consumatori finlandesi in vent’anni. È una stima aziendale, quindi va letta come tale, ma indica chiaramente il criterio industriale: avvicinare il carico dei data center ai punti in cui energia e rete sono più adatti a sostenerlo, come spiegato da Google nel suo piano energetico.

Il primo ministro finlandese Petteri Orpo ha presentato l’annuncio come un segnale di fiducia nella stabilità del Paese. Nel suo intervento alla conferenza stampa di Helsinki, pubblicato dal governo finlandese, Orpo ha citato ambiente operativo stabile, forza lavoro qualificata, infrastrutture affidabili, energia pulita e clima favorevole all’efficienza dei data center come i principali vantaggi competitivi della Finlandia.

L’accordo si inserisce in una corsa globale all’infrastruttura AI che sta spostando il confronto tra Big Tech dal software al territorio fisico: data center, connessioni, energia, autorizzazioni, manodopera specializzata. CNBC osserva che la Finlandia sta attirando nuovi progetti anche da altri operatori, mentre la disponibilità di energia e terreni resta più limitata in molte aree d’Europa. L’annuncio ha avuto anche un effetto immediato sui mercati: le azioni Fortum sono salite dopo la firma del PPA con Google, secondo CNBC e Reuters.

Per l’Europa, il messaggio è doppio. Da un lato, Google rafforza la propria capacità di erogare servizi AI e cloud sul continente; dall’altro, mostra che i data center di nuova generazione difficilmente potranno essere separati da accordi energetici pluridecennali. Non basta costruire sale server: serve assicurare elettricità pulita, continua e prevedibile, evitando che la crescita dell’AI si traduca in pressione sui prezzi o sulla rete. È su questo terreno che la Finlandia prova a proporsi come modello industriale.

L'opinione di

Vedo in questa operazione un passaggio molto concreto nella maturazione dell’intelligenza artificiale in Europa. L’AI non vive nel vuoto: ha bisogno di calcolo, energia, competenze e territori capaci di accogliere infrastrutture complesse. La Finlandia sta dimostrando che una strategia nazionale coerente può attirare capitali enormi senza rinunciare a sostenibilità, formazione e ricadute locali.

Il punto interessante non è soltanto la cifra, pur impressionante. È l’integrazione tra data center, nucleare esistente, eolico, batterie e recupero del calore. Se questo modello funzionerà, potrà diventare un riferimento anche per altri Paesi europei: non per copiare la Finlandia, che ha condizioni climatiche ed energetiche particolari, ma per capire che l’infrastruttura digitale va pianificata insieme alla politica industriale ed energetica. L’Italia dovrebbe guardare con attenzione a questo approccio, soprattutto dove ci sono competenze, reti e distretti industriali pronti a trasformare l’AI in produttività reale.

La sfida sarà mantenere equilibrio: evitare consumo di suolo inutile, garantire trasparenza sui fabbisogni energetici e trasformare gli investimenti in occupazione qualificata stabile, non solo in cantieri temporanei. Ma la direzione è promettente. L’Europa ha bisogno di capacità di calcolo, e chi saprà costruirla con energia pulita, formazione e filiere locali avrà un vantaggio competitivo enorme.

Fonti verificate

Scritto da

Francesco Giuliani

Fondatore e direttore editoriale de Il Modello

Francesco Giuliani è un imprenditore, sviluppatore e innovatore italiano attivo nel settore dell'intelligenza artificiale, dell'editoria digitale e della comunicazione. È fondatore e CEO di Faraday AI Studio, agenzia italiana specializzata in soluzioni AI per imprese, reputazione digitale e difesa.

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